Il Decreto-Legge n. 62/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2026, introduce una riforma strutturale delle politiche attive e della tutela del reddito in Italia. Il testo ha annoverato quanto ci si attendeva relativamente alle misure volte ad incentivare l’occupazione e, altresì, si è reso protagonista della nascita del nuovo istituto del “Salario Giusto”. Nel prosieguo si analizzeranno i tre pilastri fondamentali: la decontribuzione per le assunzioni stabili, la codificazione del “Salario Giusto” e la regolamentazione della trasparenza algoritmica.

I nuovi incentivi previsti per il 2026, sulla falsariga di quanto visto per gli anni precedenti, prevedono come requisiti di ingresso: il possesso del DURC in corso di validità; il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti (individuali per GMO o collettivi) nei 6 mesi precedenti l’assunzione e successivi; l’applicazione obbligatoria dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative per il rispetto del “Salario Giusto”. 

Tutti questi incentivi prevedono, al fine di consolidare lo sgravio/incentivo, il conseguimento dell’incremento netto occupazionale e più precisamente l’assunzione deve generare un aumento reale della forza lavoro rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Infine, ma non per importanza, è sempre richiesto di rispettare quanto previsto dal D.lgs n.150/2015 che disciplina le condizioni per la fruizione degli incentivi. 

Si noti che l’ INPS bloccherà le autorizzazioni al raggiungimento dei plafond di spesa stanziati.

In seguito si analizzano nel dettaglio gli incentivi all’occupazione nelle loro differenze:

  • Bonus Donne 2026: Incentiva l’assunzione a tempo indeterminato di donne di qualsiasi età. Prevede uno sgravio del 100% dei contributi per 24 mesi. Il massimale è differenziato: 650€/mese, fino ad arrivare a 800 €/mese per le regioni della ZES Unica (Mezzogiorno).
  • Bonus Giovani 2026: Destinato agli Under 35 privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. Sgravio totale per 24 mesi con massimali di 500 € o 650 € per le regioni della ZES Unica (Mezzogiorno).
  • Bonus ZES 2026: Misura specifica per le microimprese (fino a 10 dipendenti) nel Mezzogiorno. Incentiva l’assunzione di Over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.
  • Incentivo Stabilizzazione: Premia la conversione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, a condizione che il rapporto originario sia iniziato entro il 30 aprile 2026 e non superi i 12 mesi di durata.
  • Bonus Conciliazione: Una novità assoluta che premia le imprese certificate per le politiche di work-life balance (UNI/PdR 192:2026) con uno sgravio fino all’1% dei contributi (max 50.000 €/anno).

Salario Giusto

Il “Salario Giusto” viene identificato nel Trattamento Economico Complessivo dei CCNL firmato dalle organizzazioni datoriali e dei lavoratori comparativamente più rappresentative. Le imprese che applicano contratti “pirata” con minimi inferiori, perdono i benefici del decreto. Dal tenore letterale delle norma, il Salario Giusto sembra di facile individuazione, tuttavia si rimanda ad una riflessione sul concetto di comparativamente più rappresentativo, nel quale rientrano sicuramente le sigle di CGIL, CISL, UIL, per loro storia e presenza nel territorio, oltre che sotto il profilo di rappresentatività giuridica. Pertanto, nel caso in cui si è di fronte all’applicazione di un contratto collettivo nazionale del lavoro, difficilmente annoverabile tra quelli rappresentativi, è consigliabile ragguagliare le retribuzioni a quelle previste dal contratto di settore analogo sottoscritto dalle sigle citate prima.

A rafforzare tale orientamento e consolidare la corretta applicazione dell’art. 36 Cost., il legislatore ha introdotto un meccanismo auto-inflattivo delle retribuzioni, che anticipa la consueta tantum retributiva da vacanza contrattuale. Tale meccanismo si concretizza quando un CCNL non viene rinnovato entro 12 mesi dalla scadenza, comportando una maggiorazione delle retribuzioni in modo forfettario del 30% rispetto alla variazione IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato).

l contrasto al “Dumping Contrattuale”: La fine dell’arbitraggio normativo

Un aspetto rivoluzionario della riforma, strettamente interconnesso al Salario Giusto, è il definitivo giro di vite contro il dumping contrattuale. Per anni, molte aziende hanno cercato un vantaggio competitivo improprio applicando contratti collettivi “pirata”, sottoscritti da organizzazioni prive di reale rappresentatività, al solo scopo di abbattere i minimi tabellari e i costi indiretti. Il decreto interviene con fermezza contro il dumping rendendo il TEC (Trattamento Economico Contrattuale) dei CCNL comparativamente più rappresentativi il “parametro soglia” per ogni agevolazione. Il legislatore trasforma la qualità contrattuale in un requisito economico. Le aziende che non si adeguano ai minimi dei contratti leader non solo sono escluse dagli sgravi ma diventano bersaglio prioritario della programmazione della vigilanza dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Art. 11).

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 62/2026, questa pratica diventa un rischio d’impresa insostenibile:

  • L’incrocio dei dati INPS/INL: Il sistema di monitoraggio automatizzato segnalerà immediatamente gli scostamenti tra i parametri del “Salario Giusto” (basati sui CCNL leader) e le retribuzioni effettivamente erogate.
  • Decadenza punitiva: L’applicazione di un contratto in “dumping” non comporterà solo l’obbligo di integrazione salariale, ma la decadenza totale da ogni beneficio contributivo (inclusi i Bonus Giovani e Donne 2026) per l’intero organico, con recupero retroattivo delle somme.
  • Responsabilità Solidale: La norma rafforza la responsabilità dei committenti, rendendo il dumping un “virus” che rischia di infettare l’intera filiera produttiva.

In questo contesto, il Salario Giusto agisce come un “filtro sanitario”: protegge le imprese sane dalla concorrenza sleale di chi gioca al ribasso sui diritti, garantendo che le risorse pubbliche (gli sgravi) siano destinate esclusivamente a chi rispetta il valore sociale del lavoro.

Considerazioni finali

Alla luce di quanto discusso finora, le imprese si trovano davanti ad un paniere di requisiti, all’insegna della legalità, obbligando le stesse ad una riflessione più profonda che punta lo sguardo ben al di là della remunerazione economica che, oramai, funge da sfondo ad un insieme più ampio di diritti del lavoratore volti a garantire uno stile sempre più bilanciato tra vita privata e lavoro. 

Quando si tratta di bilanciamento tra vita privata e lavoro, si vuol fare riferimento alle istituzioni di Welfare, ad oggi le uniche in grado di conciliare l’esigenza retributiva dei lavoratori ed una riduzione contributiva e fiscale per le aziende; di fatti la sola pianificazione delle assunzioni per sfruttare la finestra del secondo semestre 2026 per le stabilizzazioni (Art. 4 della tabella sopra) e le assunzioni ZES, verificando preventivamente la media occupazionale dei 12 mesi precedenti, non è sufficiente per ridurre in modo significativo la pressione contributiva e fiscale.

Merita una nota speciale il nuovo istituto del Salario Giusto, poiché con questo istituto il legislatore, a mio parere, invita tutti gli attori in scena (sindacati, intermediari; datori di lavoro; ecc.) ad una valutazione sull’applicazione del contratto collettivo nazionale del lavoro, nel suo insieme, valutando il corretto bilanciamento degli istituti previsti in esso e il corrispettivo economico previsto.

Tabella Riepilogativa degli Articoli e degli Incentivi– DL 62/2026

Art.Oggetto della NormaBeneficiari (Lavoratori)Requisiti SpecificiMisura dell’Esonero (100%)Durata
1Bonus Donne 2026Donne svantaggiate o disoccupate >24 mesi.Incremento netto occupazionale.Max € 650/mese (€ 800 ZES).24 mesi
2Bonus Giovani 2026Under 35 non occupati regolarmente.Mai occupati a tempo indet.Max € 500/mese (€ 650 ZES).24 mesi
3Bonus ZES 2026Over 35 disoccupati da >24 mesi.Solo microimprese (<10 dip.).Max € 650/mese.24 mesi
4StabilizzazioneUnder 35 con contratto a termine.Contratto a termine <12 mesi.Max € 500/mese.24 mesi
6Bonus ConciliazioneAziende virtuose (HR/Welfare).Certificazione UNI/PdR 192:2026.Fino all’1% (max € 50k/anno).Annuale
7Salario GiustoTutti i dipendenti del settore privato.Applicazione CCNL maggiormente rappresentativi.Condizione per tutti i Bonus.Strutturale
10Rinnovi ContrattualiLavoratori con CCNL scaduti.Ritardo nel rinnovo >12 mesi.Adeguamento 30% IPCA.Transitoria

a cura di Giuseppe Cutrera

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