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Molti imprenditori e HR Manager considerano ancora il distacco del personale come l’unico strumento per collaborare tra aziende partner.
Ma attenzione: nel 2026 il distacco rischia di diventare un boomerang amministrativo e fiscale. Dal punto di vista dell’IVA, i rimborsi spese per distacchi ordinari sono oggi sottoposti a verifiche rigorose e rischi di imponibilità (come da recenti orientamenti dell’Agenzia delle Entrate).
Esiste un’alternativa più solida, moderna e totalmente neutrale sotto il profilo fiscale: la Codatorialità all’interno dei Contratti di Rete.
La codatorialità non è una semplice “co-assunzione”, ma un collegamento funzionale che mette le risorse umane “a fattor comune” tra imprese retiste per realizzare un programma condiviso.
💡 Perché è una svolta operativa per le PMI?
Immagina tre PMI che decidono di strutturare un percorso di internazionalizzazione o di digitalizzazione, ma non possono sostenere singolarmente il costo di un Export Manager o di un DPO qualificato. Con la codatorialità possono:
- Assumere la risorsa in comune ripartendo i costi in quota parte.
- Esercitare il potere direttivo in modo congiunto o alternato, senza la necessità di dimostrare l’interesse tipico richiesto nel distacco.
- Garantire al lavoratore un contratto unico, stabile e a tempo indeterminato, incrementando la retention dei talenti.
⚖️ Le tre regole chiave:
- Impresa Referente: Un’unica azienda della rete gestisce il Libro Unico del Lavoro (LUL), la trasmissione dei flussi UniEmens e la posizione INAIL (Circolare INAIL 31/2022).
- Responsabilità Solidale: Tutti i co-datori rispondono in solido per i crediti di lavoro e i contributi (Art. 1294 cod. civ.). La fiducia tra i partners di rete è la base della rete.
- Neutralità IVA dei Costi: La Circolare AdE 16 maggio 2025, n. 5/E ha confermato che il rimborso dei costi del personale in codatorialità è escluso dal campo IVA (Art. 2, co. 3, D.P.R. 633/1972). Nessun sovraccarico d’imposta per le aziende partecipanti.
🛠️ Il consiglio per blindare l’operazione
La codatorialità è uno strumento potentissimo, ma non ammette improvvisazione. Per proteggersi dal rischio di contestazioni di “interposizione illecita di manodopera” da parte degli organi di vigilanza, è fondamentale redigere un Regolamento di Rete estremamente dettagliato.
Questo documento deve definire con esattezza l’orario di lavoro presso ciascuna sede, le modalità di rimborso finanziario e il coordinamento dei protocolli di sicurezza (D.Lgs. 81/2008).
Sottoporre questo impianto contrattuale a Certificazione mette le aziende della rete al riparo da qualunque contenzioso ispettivo.
👉 La tua azienda ha mai valutato il Contratto di Rete per condividere competenze strategiche? Scrivi nei commenti o contatti per un audit preventivo di fattibilità.
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A cura di Giuseppe Cutrera – Consulente Del Lavoro

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